La Voce dei Marinai

All around the sea

Mons. Francesco Alfano, il Vescovo della Gente di mare

Abbiamo appreso con immenso piacere che l’Arcivescovo di Sorrento e Castellamare di Stabia, Mons Francesco Alfano, è stato eletto Vescovo promotore del nuovo ufficio dell’Apostolato del Mare.

Il Consiglio Permanente della Cei – riunitosi a Roma dal 26 al 29 marzo ha nominato il vescovo promotore dell’apostolato del mare nella persona di mons. Francesco Alfano, arcivescovo eletto di Sorrento – Castellammare di Stabia e il direttore nella persone di don Natale Ioculano, della diocesi calabrese di Oppido Mamertina-Palmi, finora cappellano al Porto di Gioia Tauro.

Il saluto alla Gente di mare del nuovo Direttore dell’ Ufficio Nazionale dell’Apostolato del Mare

Nell’ultimo Consiglio Episcopale Permanente, nella sessione del 26-29 marzo, Don Natale Ioculano, sacerdote calabrese, che da anni ha voluto e realizzato, con costanza e fermezza,  la Stella Maris di Gioia Tauro, sincero amico della Gente di mare, è stato nominato Direttore dell’Ufficio Nazionale dell’Apostolato del Mare. Vi invitiamo a leggere nel Suo blog il Suo SALUTO ALLA GENTE DI MARE    – Auguri Don Natale! -

Se esiste Dio, perchè tanto male nel mondo?

La risposta al quesito potrete trovarla nel seguente filmato…Un video che consigliamo a tutti di vedere, anche se in apparenza potrebbe non sembrare a tema marittimo, ma Dio è ovunque, per cui buona visione:

Sulla formazione marittima

Nel suo articolo dal titolo “Capitani coraggiosi”, pubblicato sul blog “Notapolitica.it”, il giornalista Luca Pautasso scrive:

È un dato di fatto: sulla formazione del personale nautico italiano siamo in alto mare. Ed è paradossale perché, di contro, i marittimi italiani oggi godono di altissima considerazione internazionale. Ad accendere i riflettori sulla realtà della marina mercantile italiana, prima di allora ignorata dai più, è stato il recente naufragio della Costa Concordia.

Leggi l’intero articolo cliccando QUI

Decreto 6 settembre 2011

Gazzetta n. 216 del 16 settembre 2011

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
DECRETO 6 settembre 2011
Istituzione di abilitazioni di coperta su unita’ adibite a navigazione costiera nonche’ per il settore di macchina per unita’ con apparato motore principale fino a 750 KW.
- Leggi tutto -

Schiavi sul mare

Nell’ottobre 2010, la Environmental Justice Foundation (EJF) ha presentato il rapporto “All at Sea — the abuse of human rights aboard illegal fishing vessels” basato su indagini dettagliate svolte in quattro anni.

Secondo questo rapporto, pescherecci dediti alla pesca illegale violano continuamente i diritti umani. Gli armatori di queste imbarcazionii sottopongono a sfruttamento e maltrattamenti continuati i loro equipaggi.

il rapporto dell’ EJF dice anche che tali pescherecci pescano illegalmente in acque di tutto il mondo, ma molti sono anche ufficialmente autorizzati a vendere le loro catture nell’ Unione europea. La Pesca pirata frutta tra i 10 e i 23,5 miliardi di dollari l’anno in tutto il mondo.

La relazione aggiunge: “mentre qualsiasi tipo di pesca in mare è stato ampiamente considerato come uno dei mestieri più pericolosi al mondo, le condizioni sono ancora peggiori a bordo di questi pescherecci “pirata”.

A conferma di questo, il 20 aprile 2010, il Baird Maritime riportava che le Autorità costaricane avevano soccorso 36 persone, che sarebbero state usate come schiavi su barche da pesca.

Questi poveretti erano stipati insieme e avevano lavorato 20 ore al giorno. Gli erano stati sequestrati i passaporti, erano picchiati e vivevano su quelle navi da circa due anni. Il loro stipendio era stato pattuito sui 250 dollari al mese, ma non erano mai stati pagati. Essi provenivano dal Vietnam, Indonesia, Filippine Taiwan e Cina.

Secondo fonti internazionali attualmente, in Nuova Zelanda, 32 marittimi indonesiani, imbarcati su un presunto peschereccio pirata, hanno abbandonato l’imbarcazione su cui lavoravano denunciando soprusi, violenze subite e retribuzioni inadeguate.

Le Autorità locali sembra abbiano deciso purtroppo, semplicemente, di rimpatriarli, mentre i partiti di opposizione chiedono un’inchiesta ministeriale che faccia luce sulla situazione dei pescherecci stranieri che pescano nelle acque nuovazelandesi.

Piazza Montecitorio, “Liberi Subito”

Monitorare e denunciare le ingiustizie sul mare

 

La grande rete di internet oggi dà anche la possibilità di monitorare le ingiustizie per poi poter  prendere iniziative utili a fermarle.

E per questo un gruppo di avvocati filippini ha tenuto un seminario di tre giorni su informazione e tecnologia delle comunicazioni per aiutare i marittimi nel riportare casi di abusi sui diritti umani e sul lavoro.

In questa riunione si è detto chiaramente che è giunto il tempo, per coloro che lavorano sul più pericoloso luogo di lavoro, il mare, di conoscere come far valere i propri diritti utilizzando il computer ed internet. Da questo convegno si è appreso anche che l’ ONU ha riconosciuto l’accesso ad internet come diritto umano fondamentale.

Va ricordato a questo punto che attualmente, sulle acque del globo, la gente di mare è soggetta ad una pletora di ingiustizie tra cui vanno annoverati: affaticamento, stress, criminalizzazione, pirateria, abbandono degli equipaggi da parte degli armatori, nuove schiavitù ed altro ancora. Denunciare tutto questo è anch’esso un diritto umano.

Marittimi sequestrati, manifestazione nella Capitale

In data 7 settembre 2011 alle ore 09:30, a Roma, in Piazza Montecitorio si terrà una manifestazione organizzata dal Comitato “Liberi Subito”, per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere un immediato intervento al Governo per chiudere la drammatica vicenda delle navi sequestrate dai pirati somali, e riportare a casa i nostri colleghi.

 Per ulteriori informazioni clicca QUI

Comunicato SDM relativo a questa manifestazione: clicca QUI

Equipaggi portuali

Il maturare esperienza, su diversi tipi di navi, porta anche ad affermare che oggi, dal punto di vista del rendimento delle risorse umane, esiste un aspetto negativo comune a molte navi, che consiste in brevi soste nei porti ed eccessivo carico di lavoro. Elementi questi che accentuano stress ed affaticamento.

Secondo alcuni, una soluzione a questo problema potrebbe essere l’imbarco di un equipaggio portuale che si occupi delle operazioni commerciali nei porti, mentre l’intero equipaggio della nave verrebbe lasciato, fino al momento della partenza, libero dagli impegni di lavoro.

Certamente questa proposta si porta dietro tutta una serie di problemi tra cui la scarsa familiarità della nave da parte di questi equipaggi momentanei che si accompagnerebbe alla possibiltà di commettere errori.

Però va considerato che oggi, epoca di specializzazioni, è possibile formare, in qualsiasi parte del mondo, anche con aiuti ed assistenza internazionali, personale specializzato al solo carico e scarico delle navi, alle necessarie manutenzioni e documentazioni.

Fino ad oggi il mondo ha beneficiato, con indiscutibili vantaggi economici, della riduzione degli equipaggi.

Agli ottimisti appare giunto il momento di dare finalmente qualcosa in cambio ai marittimi, che si sono sacrificati per permettere all’intera società di sostenersi e sviluppare.

Post Navigation

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.